C’è un momento, prima che il sipario si apra, in cui il brusio del pubblico si placa e l’emozione dei ragazzi si fa tangibile. Quel momento, per venti studenti della scuola secondaria di primo grado “Nicoletta”, è diventato realtà la sera di martedì 25 febbraio, quando le luci del Palafeste si sono accese sullo spettacolo “Lasciateci sognare… come Don Chisciotte”.
L’evento ha segnato la conclusione di un viaggio intenso, nato all’interno del progetto PN Orientamento “Il mio futuro si racconta” promosso dal MIM. Attraverso il modulo “In scena con il futuro”, i ragazzi di prima, seconda e terza media hanno intrapreso un percorso che è andato ben oltre la semplice recitazione: è stata un’occasione di scoperta, crescita personale e riflessione sul domani.
Un incontro tra scuola e arte
A guidare i passi di questo gruppo eterogeneo è stato Alessandro Tessitore, attore e regista noto per la sua profonda dedizione pedagogica. Fondatore della Piccola Scuola Popolare di Teatro, Tessitore ha portato nel cuore della nostra scuola il suo metodo unico, capace di ascoltare le intuizioni dei più giovani per trasformarle in materia scenica originale. Sotto la sua guida, i ragazzi non hanno solo interpretato un testo, ma hanno dato voce ai propri sogni, identificandosi con l’idealismo intramontabile di Don Chisciotte.
Questa magia è stata resa possibile grazie a un lavoro di squadra che ha visto la scuola in prima linea. La Professoressa di Italiano Giuseppina Margarita, in qualità di responsabile del progetto, ha coordinato con cura ogni fase del percorso, mentre la Professoressa di Arte e Immagine Alessia Cagnotto ha trasformato il laboratorio in una bottega rinascimentale, dove gli studenti hanno contribuito attivamente alla creazione delle scenografie, dando forma visiva all’immaginario cavalleresco.
Una comunità che risponde presente
La risposta della comunità è stata straordinaria. La Dirigente Scolastica Professoressa Paola Sabatino, nell’invitare le famiglie e i docenti, aveva auspicato una partecipazione calorosa, e le aspettative non sono state deluse: il pubblico numeroso ha sostenuto ed applaudito i protagonisti, celebrando non solo lo spettacolo finale, ma l’impegno costante dimostrato in questi mesi di prove.
Vedere ragazzi di età diverse collaborare, superare la timidezza e occupare il palcoscenico con tale consapevolezza è la prova di quanto il teatro sia uno strumento d’orientamento fondamentale. Come il Cavaliere dalla Triste Figura, anche i nostri studenti hanno imparato che “sognare l’impossibile” è il primo passo per costruire, con impegno e creatività, il proprio posto nel mondo.
Ai nostri giovani attori va il plauso più grande per averci ricordato che, nonostante le sfide del futuro, non dobbiamo mai smettere di lottare contro i nostri “mulini a vento”.

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